Curare l’ipertrofia dei turbinati

L’ipertrofia dei turbinati è un problema molto comune, che affligge i canali nasali e che può impedire nei casi più gravi, una respirazione corretta. Si tratta di un problema che, sebbene nei casi più lievi possa essere trattato con farmaci, richiede spesso l’intervento chirurgico, intervento che è diventato ormai di routine per un gran numero di chirurghi e che non dovrebbe spaventarvi, anche nell’eventualità in cui questo dovesse rendersi necessario.

Se è vero infatti che per i casi più lievi si può procedere con terapie a base di steoridi, è altrettanto vero che spesso la situazione richiede l’intervento del chirurgo. Vediamo come liberarci dell’ipertrofia dei turbinati.

Ma cosa sono i turbinati? Che cos’è l’ipertrofia?

I turbinati sono delle parti di tessuto spugnoso posto in tre coppie all’interno del nostro naso, che hanno come scopo quello di coadiuvare la respirazione. In seguito ad infiammazioni questi turbinati possono crescere a dismisura, andando ad occludere le vie respiratorie nasali. Altro non è che l’ipertrofia, che vuol dire appunto <<crescita eccessiva>>.

Come si può curare?

Oltre alle cure (spesso inutili) di carattere farmacologico, si può ricorrere ad una chirurgia di tipo ablativo. Si procede semplicemente andando a rimuovere la parte in eccesso, con un intervento che richiede in genere poche decine di minuti. (maggiori info a riguardo)

L’ablazione è una soluzione in genere permanente e appartiene ad un gruppo di interventi che vengono ritenuti, a buon diritto, di vecchia generazione: richiedono infatti l’anestesia generale e una convalescenza di almeno 72 ore, possibilmente in ricovero clinico.

Esistono anche tecniche di decongestione della mucosa, della quale sono fatti i turbinati, che possono essere messe in pratica ricorrendo semplicemente ad un’anestesia locale, accorciando i tempi di recupero, rendendo l’intervento meno problematico per il paziente e riducendo anche sensibilmente i costi.

I migliori studi del paese preferiscono tutti operare seguendo queste modalità che abbiamo appena descritto, metodologie che permettono sia al paziente di non sottoporsi ad anestesia generale, sia di tornare a casa il giorno stesso dell’intervento, con un’enorme vantaggio di tipo organizzativo e logistico.