Il frutto miracoloso per la dieta

Fuori dall’europa viene utilizzata una bacca in grado di rendere dolce qualsiasi alimento ed è una sorta di amplificatore del sapore, per questa sua particolarità questo frutto viene chiamato “frutto del miracolo” ed è una bacca in grado di rendere dolci anche i cibi più amari e aspri.

Una pianta africana

Il vero nome della pianta è Synsepalum dulcificum e si tratta di un arbusto che appartiene alla famiglia delle Sapotaceae originario dell’Africa occidentale ed è un arbusto sempreverde.

Questa pianta in africa cresce spontaneamente sopratutto su suoli acidi e in ambienti tropicali e umidi; allo stato spontaneo può arrivare fino ai sei metri di altezza ma, se coltivata, solitamente arriva al massimo a tre metri di altezza.

L’arbusto fruttifera due volte all’anno e, dai fiori bianchi, nascono bacche oblunghe di colore rosso vivo.

Il frutto che amplifica la percezione di dolce

Come detto precedentemente, la particolarità del frutto miracoloso ((in inglese miracle fruit o miracle berry) è la capacità dei suoi frutti di trasformare gli ingredienti amari o aspri in dolci: questo è possibile grazie alla glicoproteina che contiene, detta miracolina.

Tale proteina si lega alle papille gustative e rende dolci i cibi amari, aspri o comunque con pH acido consumati fino a 60 minuti dopo la sua assunzione. La cosa che lascia perplessi è che, magiato da solo, questo frutto è insapore.

Utilizzo del frutto miracoloso

L’utilizzo di un frutto simile ha molti vantaggi:to simile sono molti e ne possono trarre vantaggio tutti coloro che devono seguire particolari diete dimagranti  prive di dolci.

Non essendoci la proteina metabolizzata con l’azione dell’insulina, può essere una valida alternativa anche per i diabetici che, solitamente, sono “costretti” ad alimenti che non possono essere eccessivamente dolci.

Nota negativa è il divieto alla vendita del frutto miracoloso in quanto è stato inserito nella categoria del “Novel Food”, ovvero quegli alimenti non utilizzati in Europa prima del 15 maggio 1997, quando è entrato in vigore il Regolamento CE 258/97 dedicato proprio alla loro certificazione.

Nell’attesa che venga accettato come alimento in Europa questa bacca rossa  viene utilizzata al Berresta Coffee, una caffetteria a Chicago, in sostituzione dello zucchero nella preparazione dei dolci e caffè.